La parrocchiale di Sant’Antonio Abate, in stile gotico-catalano, è situata nel centro storico del paese, risalente al XVI secolo.
Nella parte sinistra della facciata è addossato il campanile a canna quadrata.
Secondo la tradizione, Santa Greca nacque a Decimomannu verso la fine del III secolo.
Accusata dal governatore romano della Sardegna, Flaviano, di essere cristiana, venne arrestata e sottoposta a numerose torture: fu flagellata a sangue, le fu versato dell'olio bollente nelle piaghe, le furono conficcati tre grossi chiodi nel capo e, infine, fu decapitata.
Il suo corpo fu nascosto in una buca, per impedire ai cristiani di appropriarsene. Questi, dopo averlo trovato, lo seppellirono nel luogo dove ora sorge il Santuario a lei dedicato.
Sulla base di questa tradizione, l'arcivescovo di Cagliari, Francesco d'Esquivel, ordinò degli scavi all'interno del Santuario e, nel 1614, sotto l'altare della seconda cappella sinistra, fu rinvenuta una tomba con lapide che custodiva il corpo di una tale Greca, morta il 12 gennaio di un anno imprecisato (IV o V secolo), all'età di 20 anni, 2 mesi e 19 giorni.





















































